1990 – Concorso ACER “Quale periferia per Roma Capitale” con: F. Montuori, M. Morandi, M. Pagnotta

“…Poiché riteniamo che la cosiddetta “area periferica” dovrà continuare ad utilizzare anche le grandi strutture di servizi del cento storico, abbiamo respinto sia la dimensione obsoleta del quartiere dove riprodurre “l’effetto città”, sia l’ipotesi di una città policentrica che vorrebbe far gravitare la periferia su centri secondari di servizi.

Pensiamo quindi che il centro della città debba in futuro coincidere ancora con il centro storico e che nuove strutture al servizio di tutta la città debbano essere realizzate in aree esterne e che su di esse debbano convergere gli abitanti di tutta l’area metropolitana. Il Grande Raccordo Anulare, per il valore simbolico della sua immagine, perché espressione del riemergere della storia radiocentrica della Città in forma disorientante e inconsapevole, può essere la sede deputata della nuova centralità….

La nostra è quindi una proposta-modello con tutti i limiti del caso, che prescinde dalle scelte del P.R.G. e assume l’ipotesi che l’attuale assetto della città sia ormai consolidato e conclusa la sua crescita quantitativa.
Abbiamo così concentrato la nostra attenzione sulle grandi attrezzature di servizio alla scala territoriale, intendendo con questo termine tutti i servizi culturali che per qualità e dimensione dell’offerta si propongono all’intera città e che quindi possono essere elemento di fruizione anche a scala nazionale. Queste strutture sono per lo più assenti a Roma…

Per garantire il livello di qualità e concentrazione che tali servizi richiedono, questi sono stati raggruppati per aree tematiche e concentrati in otto “città”, le figure della nuova centralità. [Città della Musica, Città dello Spettacolo, Città del Fiume, dell’Ambiente, della Tecnica, della Memoria, dei Giochi, degli Scambi]
Le otto città sono dislocate lungo il Grande Raccordo Anulare… Il G.R.A. e le città nel loro insieme capovolgono il rapporto attuale tra centro e periferia e costituiscono la Città reciproca, cerniera fra città e territorio.

L’immagine urbana delle otto figure è affidata al rispetto di cinque costanti: La perimetrazione dell’area, la scelta di un tracciato ordinatore, la concentrazione delle attività, l’individuazione degli elementi emergenti ne la definizione architettonica di tutto lo spazio libero e costruito.

Ogni “città” è disegnata a partire da un modello definito da alcuni elementi ricorrenti:-Un agger perimetrale quadrato percorso sul colmo dalla viabilità principale-L’attraversamento sotterraneo del G.R.A.-Il tronco di cono che contiene il raccordo da e per il G.R.A.-L’asse stradale trasversale sopraelevato che collega il raccordo con la viabilità perimetrale e i parcheggi-un varco attraverso il quale la “campagna urbana” entra nella “città”…. (dalla Relazione di Concorso, pubblicata in: Edilizia Popolare n.220, marzo-aprile 1992, pag. 36)

  • ANNO : 1990
  • LOCATION :
  • TIPOLOGIA :
  • DIREZIONE LAVORI :
  • PORTFOLIO : 1964-2004