1966-67 Diciotto case unifamiliari a Marino  (RM). Con il G.R.A.U. (R. Mariotti)

All’ inizio il luogo era isolato in una distesa di vigne e questo contribuì a formare l’immagine di un unico spazio comune che, se non poteva avere la forza centralizzante di una piazza urbana, possedesse almeno il valore polare di un borgo rurale murato. Poi gli immediati dintorni furono invasi da una fungaia di insediamenti, babele di lottizzazioni a scacchiera contro le quali lo spazio centralizzato e la rigida stereometria risultarono ancor più rafforzate.

L’anello delle abitazioni, muro di cinta segmentato, definisce una netta separazione tra esterno ed interno, quasi un diaframma plastico scavato dalla pressione dei due spazi.L’impianto geometrico di base (cerchio, quadrato, ottagono) si articola in una serie di trasformazioni simili a quelle che si incontrano nelle successive sezioni orizzontali di organismi centrali a cupola

         

 

esso prende forma attraverso successive complesse operazioni proiettive (simmetrie di diverso ordine, sequenze variate lungo gli assi radiali e le linee di perimetro).

Tali operazioni lasciano sulle facciate tracce in forma di “cornici” cromatiche, che rinforzano la continuità dell’insieme  al di là delle fratture e suggeriscono (interrotti) sviluppi lungo l’asse verticale.

  • ANNO : 1966-67
  • LOCATION :
  • TIPOLOGIA :
  • DIREZIONE LAVORI :
  • PORTFOLIO : 1964-2004