Piazza Vittorio Emanuele 3
Piazza Vittorio Emanuele 4
Piazza Vittorio Emanuele 5
Piazza Vittorio Emanuele 6

1984 – Restauro e ridisegno del giardino di Piazza Vittorio Emanuele.  Roma con: A. Di Noto, F. Montuori,

Piazza Vittorio Emanuele II è il luogo evocativo e simbolico delle diverse città che a Roma si sono succedute nel corso del tempo: la Roma Imperiale degli acquedotti e del Ninfeo Severiano, la Città barocca di Sisto V, la Capitale della espansione postunitaria.

Ma entro i confini del colle Esquilino, nella maglia urbana ove l’edificazione ottocentesca ha strutturato e misurato gli spazi liberi, le chiese, le ville e i ruderi Romani sono degradati a semplici “resti”, frammenti incastonati nella più recente struttura urbana.

I frammenti della Città imperiale, spesso inaccessibili emergono nel quartiere come rovine che poco comunicano il loro valore di immagini dell’antichità. Anche la Città barocca che pure ebbe qui una storia rilevante, si intuisce in alcune prospettive isolate più che nella continuità del tessuto urbano.

In tempi più recenti il degrado del giardino ottocentesco si era fatto insostenibile. Circondato da un importante mercato ortofrutticolo, sottoposto alla pressione di un quartiere sempre più denso e degradato, squarciato al suo interno dagli affioramenti di attrezzature  tecniche sotterranee della Metropolitana, il giardino della piazza, ormai quasi cancellato, necessitava di intervento radicale, più ridisegno che restauro.

Le successive versioni del progetto, fino alla proposta definitiva, testimoniano il graduale avvicinamento ai motivi della memoria storica del luogo.

Piazza Vittorio Emanuele 1

In primo luogo si è ritenuto opportuno reinserire i resti dei monumenti Romani, in particolare il Ninfeo, nel tessuto della Città moderna piuttosto che isolarli nel verde come era nelle consuetudini delle ambientazioni ottocentesche e di valorizzare la “storia delle acque e degli acquedotti” la cui presenza è caratteristica peculiare dell’Esquilino.

In secondo luogo è stata sottolineata l’assialità che collega le basiliche di S. Maria Maggiore  e di S. Croce in Gerusalemme, capisaldi del grandioso tracciato Sistino.

In terzo luogo è stato restaurato, per quanto possibile, il tracciato del giardino ottocentesco, in particolare nel vasto anello centrale ornato di palme e di platani. In quest’area gli affioramenti tecnici della Metropolitana richiedevano opportuni mascheramenti e questo ha definito il nuovo carattere di “costruito urbano” della piazza centrale.

Il primo di questi spazi pavimentati, di forma semicircolare e bordato da una vasca arcuata, è memore dello specchio d’acqua che fronteggiava il Ninfeo e tende a reinserire questo nel contesto urbano circostante. In tal modo il Ninfeo riacquista il senso di “Mostra d’Acqua”, riproponendo il suo fronte principale verso la Città.

Lo spazio centrale di forma circolare, recuperato dal tracciato originale ottocentesco,è il punto del giardino che favorisce la sosta e il riposo, ma anche lo scambio sociale tra gli abitanti, “piazza nel giardino della piazza”. Il grande anello è definito da un’alta siepe di sempreverdi che lo isola dai rumori e dal movimento caotico dell’anello veicolare esterno.

Esso si suddivide in due semicerchi tra loro complementari. La metà est, la piazza vera e propria è pavimentata anche perchè,insistendo sopra la Centrale operativa Metro, non avrebbe potuto accettare nuove piantumazioni. All’interno di essa si collocano, elementi di una scenografia memore della metafisica delle “Piazze Italiane”, smembrati e ridotti all’essenziale,i resti di quello che era il sistema affiorante degli impianti della Metropolitana. Tali volumi sono mascherati da un rivestimento che li trasforma  in immagini del giardino storico all’italiana: il portale, il teatro di verzura, la cordonata, il belvedere, simulacri di frammenti architettonici.

Al centro una fontana monumentale in cui l’acqua zampillando da una fessura bagna una pietra inclinata.

Alla piazza-palcoscenico si affronta nel semicerchio ovest un sistema di “strade” definite da siepi sempreverdi che individuano aree più raccolte, erbose e alberate

Il terzo spazio pavimentato si sviluppa longitudinalmente nella metà sud del Giardino ed è caratterizzato da una linea d’acqua che si distende tra le alberature, e ricorda il tracciato della canalizzazione dell’antico acquedotto.

  • ANNO : 1984
  • LOCATION :
  • TIPOLOGIA :
  • DIREZIONE LAVORI :
  • PORTFOLIO : 1964-2004